Calcio

​De Luca: il campionato non sarà una corsa a due​

Parla il bravo allenatore del sorprendente Altamura


Da alcuni anni ha scelto unicamente
la strada della panchina ed al timone
dell’Altamura è in vetta in condominio
col Picerno. Ma Claudio De Luca, tecnico
biancorosso, per ora non si pronuncia su
possibili “scossoni” di classifica ed opta
per la strada della prudenza.

“Due giornate
di campionato mi sembrano premature per
esprimere dei giudizi su possibili traguardi
da centrare, è bene quindi guardare ad una
partita per volta. Sono sei anni che alleno
in questo girone e so quanto sono grosse le
difficoltà presenti, rimarcando che rimane
sempre il più difficile dei nove. In aggiunta
al fatto che il livello rispetto allo scorso
anno si è anche molto elevato. A differenza
di quello I che invece è assolutamente
il contrario e che il Bari vincerà a mani
basse senza problemi, sebbene questa sua
collocazione in loco non la riesco a capire.
Sicuramente l’ordine pubblico ci ha messo
di suo, ma anche qui è da capire”.

Cerignola
e Taranto in pole? “Hanno organici forti
e di caratura autorevole per la categoria,
questo è indubbio. Ma non escluderei
anche Picerno, Savoia, Bitonto e Gravina.
Anch’esse hanno organici di livello su cui
hanno investito molto e quindi è bene tenerle d’occhio. I rossoblù hanno inserito in rosa
molti ex della Cavese dello scorso anno e
poi vi raccomando Lanzolla. L’ho allenato
due anni a Gravina e Bisceglie, è un ottimo
professionista in campo ed un ragazzo d’oro
nella vita quotidiana”. A 37 anni ha scelto
di dedicarsi solamente al calcio. Un rischio
notevole visti i tempi di crisi anche legati
ai tanti allenatori, anche importanti come
nomi, da anni senza panchina. “Lo so benissimo
e non ci sono dubbi che è un rischio
enorme visto che ogni anno Coverciano
sforna numerosi nuovi tecnici che, spesso,
faticano a lavorare.

Ma è anche vero che è il
mestiere migliore al mondo e non lo cambio
con nessuno, non era più possibile conciliare
l’attività commerciale col campo e l’ho
chiusa. Ho la fortuna di avere alle spalle una
società seria e che paga puntualmente, mi
auguro di poter fare sempre bene e di lavorare
in ambienti sereni. Non conta il luogo
di origine come per Panarelli che lavora
nella sua città natia, ma avere dirigenti che
nutrono fiducia nel lavoro svolto e rispetto
della persona prima di tutto.
Perchè alla fine i risultati, positivi o negativi,
dipendono unicamente dall’esito del campo.
Non da altro”.

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