Calcio

​Il Taranto non ci sta: parola al ricorso​

​La denuncia: tre giocatori rossoblù aggrediti da un uomo che indossava la pettorina da steward del Picerno​


I fatti di Picerno-Taranto lasciano il segno. E sono destinati ad avere un
seguito. Questa la ricostruzione in una nota
del club guidato dal presidente Massimo
Giove, nota inviata alle 23 di giovedì:
«Al termine delle prima frazione di gioco,
nel momento di guadagnare gli spogliatoi, i
giocatori del Taranto Favetta e Manzo sono
stati brutalmente aggrediti con tirapugni e/o
“cazzottiere” da dei soggetti strettamente
riconducibili alla società ospitante, in quanto
indossavano le pettorine da steward. L’altro
giocatore del Taranto Croce che sopraggiungeva, si è trovato coinvolto nel parapiglia, rimediando nel contempo un altro duro colpo.

Tutti e tre i giocatori sono stati immediatamente trasportati presso l’ospedale di
Potenza con lesioni varie (alla nuca e al collo
per Favetta e Manzo, allo zigomo per Croce)
ed in evidente stato di shock. Sono stati poi
dimessi nella tarda serata con una prognosi di
guarigione di circa 20 giorni. Subìta la folle
ed inspiegabile, nonché gratuita aggressione,
il Taranto, rimasto in dieci a causa dell’espulsione di Croce che ha provato a reagire
dopo essere stato colpito, ed in precario stato
fisico ed emotivo per effetto dell’apprensione
derivante dalle condizioni di salute di tre
giocatori importanti, ha preferito ugualmente riprendere e terminare la gara in un
clima poco confacente con lo sport.

Il tutto
è ampiamente documentato dall’intervento
dei carabinieri che hanno provveduto a
mettere nello stato di fermo gli autori della
vile aggressione. In considerazione di quanto
accaduto, il Taranto FC 1927, che ha sempre
manifestato grande ospitalità e fair play nei
confronti delle squadre avversarie, non può
in nessuna maniera assecondare un comportamento così intollerabile e censurabile,
nonché eticamente lesivo dei propri diritti e
della propria immagine. Pertanto, annuncia
di aver inoltrato ricorso, al fine di farsi riconoscere quanto è doveroso aspettarsi. Lo 0
a 0 maturato sul campo passa giocoforza in
secondo piano».

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