Verso la nuova stagione

​Parla Aldo Papagni: una D grandi firme​

«Cerignola e Taranto in pole. L’esonero? Fa ancora male»

Calcio
Taranto giovedì 13 settembre 2018
di La Redazione
Aldo Papagni
Aldo Papagni © Tbs

Aldo Papagni, due anni dopo l’esonero - ingiusto, si può dire - maturato all’indomani del famigerato 1-3 con il Catanzaro, torna a parlare del Taranto e dalla sua Bisceglie lo fa con grande serenità. 62 anni domani, illustra la nuova serie D.

“Il girone H come sempre è il solito bel raggruppamento ricco di insidie e con le sorprese che, come al solito, possono uscire fuori. Scorrendo i calendari poi ben sei squadre sono anche mie ex, visto che ho allenato a Cerignola oltre vent’anni fa, quindi Sorrento, Savoia, Fidelis Andria e Fasano. Ed aggiungo, sebbene è nel girone abruzzese, anche L’Aquila. Non nascondo che questo mi fa molto piacere, visto che rivedrò compagini a me ovviamente molto care. Partendo dalla griglia vedo in testa Cerignola e Taranto, i foggiani hanno allestito un organico autorevole per la categoria con una guida tecnica altrettanto esperta come Bitetto ma bisogna partire da un presupposto chiave, ossia che non si vince mai sulla carta. I rossoblù hanno una squadra valida e possono dire la loro, colloco quindi sotto il Savoia, compagine cui sono anche molto legato a titolo affettivo e che, oltretutto, ha praticamente trasferito come società e gran parte di area tecnica e calciatori la vecchia Ercolanese.

In rosa ha elementi come l’ex Alvino, quindi Pisani e Del Sorbo in avanti oltre a Tedesco a centrocampo, elementi sicuramente di spicco per la categoria ed aggiungo anche due miei ex sempre nel punto nevralgico quali Ausiello e Gatto che ho allenato alla Cavese. Non è certo una squadra da vittoria finale, intendiamoci, ma può essere un’ottima outsider e conoscendo bene l’ambiente oltre a sentire gente vicina alla dirigenza con cui ho stretto amicizia posso garantire che è da tenere d’occhio. Anche Picerno, Bitonto e Gravina sono buone squadre, quest’ultima ha quattro ex rossoblù come Potenza, Nigro, Riccio e Mbida oltre ai miei ex Croce, Romeo e Colella che ho allenato ad Andria, in aggiunta ad Agodirin in avanti.

Ma la stessa matricola di Pizzulli, mio ex giocatore ad Andria, ha elementi di peso come Vito Di Bari (altro ex di turno) oltre a Picci e Patierno in attacco e Biason a centrocampo. Questo a conferma di come la qualità non manca praticamente a nessuno”. Attualmente è fermo, le manca il campo? “Non ci sono dubbi, ho anche ricevuto numerose chiamate tra cui anche quelle del Bisceglie cui sono ovviamente legatissimo per ovvi motivi. Ma ho declinato perchè allo stato attuale noto poca stabilità nei progetti ed anche a livello societario. Nell’ultima stagione ad Andria ho centrato la permanenza diretta in C con 25 punti nel girone di ritorno ed alla fine è venuta meno l’iscrizione, questo a conferma di come è meglio capire bene come si evolveranno certe situazioni. Alleno da 29 anni di fila e voglio fare trenta! Spero che arrivi la chiamata giusta e che posso lavorare come voglio”.

Due anni fa l’esonero. “Classifica alla mano eravamo in un’ottima posizione ma con una situazione atletica difficile per molti giocatori. Non dimentichiamoci che avevamo affrontato anche quasi tutte le grandi e che diversi calciatori erano arrivati a settembre. Credo che con qualche buon correttivo a gennaio ci saremmo tranquillamente garantiti la permanenza in categoria. Peccato, tutti sanno quanto amo Taranto e la sua gente meravigliosa. Ho sempre un pezzo di cuore lì da voi”. Un’estate ricca di episodi extracalcio e su tutti il Bari nel girone I.

“I tempi purtroppo sono cambiati completamente rispetto a quel calcio che ho vissuto io da giovane. Oggi dominano business ed interessi, quindi è inutile aggiungere altro. Un De Laurentiis che investe sul Bari è la chiara risultante e non aggiungo altro. Ora vincere la serie D è sempre difficile, anche se credo che i biancorossi non avranno problemi in un raggruppamento che, sulla carta, non mi sembra assolutamente difficile. Chiaro, bisognerà adattarsi ad una nuova mentalità, questo è certo. Ma con la nuova società credo che il capoluogo possa aprire un ciclo ambizioso ed importante”.

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