Il Taranto punta sul campionato

​De Luca: il campionato non sarà una corsa a due​

Parla il bravo allenatore del sorprendente Altamura

Calcio
Taranto sabato 29 settembre 2018
di La Redazione
Claudio De Luca
Claudio De Luca © Tbs

Da alcuni anni ha scelto unicamente la strada della panchina ed al timone dell’Altamura è in vetta in condominio col Picerno. Ma Claudio De Luca, tecnico biancorosso, per ora non si pronuncia su possibili “scossoni” di classifica ed opta per la strada della prudenza.

“Due giornate di campionato mi sembrano premature per esprimere dei giudizi su possibili traguardi da centrare, è bene quindi guardare ad una partita per volta. Sono sei anni che alleno in questo girone e so quanto sono grosse le difficoltà presenti, rimarcando che rimane sempre il più difficile dei nove. In aggiunta al fatto che il livello rispetto allo scorso anno si è anche molto elevato. A differenza di quello I che invece è assolutamente il contrario e che il Bari vincerà a mani basse senza problemi, sebbene questa sua collocazione in loco non la riesco a capire. Sicuramente l’ordine pubblico ci ha messo di suo, ma anche qui è da capire”.

Cerignola e Taranto in pole? “Hanno organici forti e di caratura autorevole per la categoria, questo è indubbio. Ma non escluderei anche Picerno, Savoia, Bitonto e Gravina. Anch’esse hanno organici di livello su cui hanno investito molto e quindi è bene tenerle d’occhio. I rossoblù hanno inserito in rosa molti ex della Cavese dello scorso anno e poi vi raccomando Lanzolla. L’ho allenato due anni a Gravina e Bisceglie, è un ottimo professionista in campo ed un ragazzo d’oro nella vita quotidiana”. A 37 anni ha scelto di dedicarsi solamente al calcio. Un rischio notevole visti i tempi di crisi anche legati ai tanti allenatori, anche importanti come nomi, da anni senza panchina. “Lo so benissimo e non ci sono dubbi che è un rischio enorme visto che ogni anno Coverciano sforna numerosi nuovi tecnici che, spesso, faticano a lavorare.

Ma è anche vero che è il mestiere migliore al mondo e non lo cambio con nessuno, non era più possibile conciliare l’attività commerciale col campo e l’ho chiusa. Ho la fortuna di avere alle spalle una società seria e che paga puntualmente, mi auguro di poter fare sempre bene e di lavorare in ambienti sereni. Non conta il luogo di origine come per Panarelli che lavora nella sua città natia, ma avere dirigenti che nutrono fiducia nel lavoro svolto e rispetto della persona prima di tutto. Perchè alla fine i risultati, positivi o negativi, dipendono unicamente dall’esito del campo. Non da altro”.

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