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Tares a San Giorgio, ecco chi paga di più

SAN GIORGIO – Aumenti fino al 700% per fruttivendoli, pescherie e fiorai. Ora si rischia davvero il collasso di questi comparti.

Gli aumenti della Tares disposti con l’ultima delibera consiliare metteranno inevitabilmente in difficoltà alcune categorie economiche. Nella tabella che riportiamo qui accanto ci sono, nel dettaglio, tutte le nuove tariffe divise per categoria commerciale, la differenza dei versamenti relativi allo scorso anno, quando in vigore c’era la Tarsu, e la nuova Tares.

Aumenti che per l’assessore comunale al Bilancio, Piero Venneri, sono inevitabili.


“Per come è congeniata la norma sulla Tares – ha detto ieri sera in una conferenza stampa – inevitabilmente i cittadini pagheranno di più perchè essa ingloba, sia le spese per lo smaltimento dei rifiuti che quelle dei servizi quali la manutenzione, il verde, la pubblica illuminazione e la vigilanza. Spese che ora dovranno essere a totale carico dei cittadini”.

Detta in cifre al 1.585.000 euro della vecchia Tarsu ora si dovranno aggiungere le 300.000 euro dei servizi.

“Si tratta esattamente di 30 centesimi in più a metro quadro – spiega ancora l’assessore – che il Comune dovrà versare direttamente nelle casse statali, tant’è che i cittadini riceveranno a casa un modello F24 per il pagamento di questa quota”. Quota che va versata entro il 31 dicembre insieme al saldo della vecchia Tarsu. “In compenso – ha aggiunto Venneri – non abbiamo aumentato l’Irpef che resta allo 0,8% e le aliquote Imu che rimangono al 5 per mille sulla prima casa, al 2 per mille sui fabbricati rurali e al 9,6 per mille sulle seconde case. Operazioni che, invece, in altri Comuni hanno eseguito per compensare i minori gettiti della Tares”. La storia è sempre la stessa: la coperta dei conti è corta e a forza di tirarla rischia di strapparsi.

“A Ginosa – chiosa l’assessore – è vero che è stato creato un fondo di solidarietà, ma hanno alzato l’Imu”.
In sostanza i sangiorgesi dovranno destinare parte della tredicesima al pagamento della Tares che, mediamente, per una famiglia costerà circa il 30% in più rispetto alla Tarsu.