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Discarica, è di nuovo battaglia

LIZZANO – “La Regione ha autorizzato l’Aia alla discarica Vergine per altri tre anni. Oggi, però scopriamo che la puzza che invade Lizzano proviene da quell’impianto. E’ un altro scandalo ambientale”.
Parla così il consigliere del Pd, Antonio Lecce che ieri sera, in occasione del consiglio comunale, ha prepotentemente fatto inserire nell’ordine del giorno l’argomento.
“E’ di questi giorni – ci spiega – la notizia che la relazione dell’Arpa stabilisce un punto fermo: accertato il nesso di causalità tra la discarica e la “puzza”.


In Consiglio nessuno della maggioranza ne parla… eppure è un enorme passo in avanti visto che il Consiglio di Stato aveva condannato la Regione Puglia, per aver chiuso la discarica, proprio perchè non era verificato il nesso di causa ed effetto ed è proprio su questa tesi del Consiglio di Stato che si è proceduti ad autorizzare la discarica in questione per altri tre anni sino al 2016. Smentita questa tesi tutto cade o dovrebbe cadere, visto che il sindaco non ha fatto nemmeno una dichiarazione a sostegno di quei cittadini che protestavano e che avevano ragione. Tra l’ostruzione del Sindaco, dei Consiglieri di maggioranza e il Presidente del Consiglio che cercavano di bloccare il mio intervento sono riuscito a parlare di questo argomento trascurato da questa amministrazione. Ringrazio, però, il Presidente del Consiglio che, dopo aver ascoltato il mio intervento, ha ritenuto opportuno convocare una conferenza dei capigruppo per discutere sulla questione”.
L’assemblea dei capigruppo è programmata per il prossimo 10 dicembre. L’obiettivo è quello di convocare un consiglio comunale monotematico ed allargato ai Comuni limitrofi di Fragagnano, Faggiano, Monteparano, Roccaforzata e Taranto con lo scopo di programmare un’azione di  lotta sinergica nonché una precisa azione legale.
“Se il sindaco – spiega ancora Lecce – si sottrarrà a questo preciso dovere chiameremo noi a raccolta i lizzanesi e le comunità viciniori, i partiti e tutte le associazioni ambientaliste per combattere finalmente quella che, per noi, è una battaglia per la vita”.