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Chiusura degli ospedali, Sindaci in prima linea

Quattro  ospedali a rischio di chiusura. I sindaci tornano in prima linea.

La proposta del Ministro Beatrice Lorenzin di tagliare le strutture ospedaliere con meno di 120 posti letto scatena la protesta in provincia.

In Puglia la scure cadrebbe su sei ospedali, di cui quattro a Taranto. Si tratta esattamente dei nosocomi di Grottaglie, Manduria, Castellaneta e Martina Franca che nell’ambito del piano di riordino furono tenuti sopra i cento posti letto, ma comunque al di sotto del nuovo limite imposto dal ministro Lorenzin.


Una beffa che i sindaci non sono disposti ad accettare.

Da Fragagnano, Lino Andrisano dice: “Siamo pronti a scendere di nuovo in strada, a fare le barricate e persino ad incatenarci davanti agli  ospedali perchè è assurdo che a fronte di malattie e tumori che crescono, in questa provincia si vuole cancellare del tutto il diritto alla salute”.

Quattro ospedali in meno significa, infatti, privare la provincia ionica dell’assistenza sanitaria perchè, attivi, resterebbero solo i nosocomi del capoluogo (il Santissima Annunziata e il Moscati).

“Non possiamo accettare questa ennesima beffa – insiste il sindaco di Fragagnano – e credo che questa battaglia debba raccogliere l’intera provincia, da sinistra a destra, perchè è ingiusto che a pagare siamo sempre noi. Questa volta se il governo intende contenere la spesa lo faccia a scapito di altre città”.

“Abbiamo già fatto altre manifestazioni contro gli annunciati tagli – aggiunge il sindaco di Sava, Dario Iaia – e anche questa volta non ci tireremo indietro. Vogliamo che i presidi sanitari, e in particolare quello di Manduria, che è l’unico oggi ad avere la rianimazione tra quelli della provincia, siano invece potenziati. Non ci interessa avere tanti reparti se poi non funzionano. Vogliamo, invece, che la riorganizzazione della sanità a Taranto prosegua sulla strada del miglioramento del servizio e non sulla sua totale cancellazione. Gli ospedali dell’area ionica, quindi, devono restare e vanno anzi adeguati anche perchè sono già state spese migliaia di euro per dotarli di strutture e attrezzature. Fondi che altrimenti non avrebbe senso aver speso”.

La prossima settimana la questione finirà al vaglio dell’assemblea dei sindaci per l’Asl che il presidente Stefàno ha già convocato.
Una riunione finalizzata a capire cosa e come la provincia ionica potrà tutelarsi dall’ennesima scure del governo Letta.
“Vogliamo capire – chiosano i due sindaci – come la dirigenza Asl intende agire”.