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I Sindaci jonici pronti alla marcia su Roma

Pronti a marciare su Roma contro le disposizioni del Governo che impongono gli aumenti della pressione fiscale.

I sindaci dell’arco ionico tra i  primi a preparare la mobilitazione prevista per il 29 gennaio prossimo nella capitale.
Stamattina una quindicina di amministratori si sono incontrati a Palazzo di Città per presentare le ragioni della protesta.
“Siamo stanchi di fare gli esattori per contro dello Stato” hanno detto in maniera unanime e spogliandosi del colori politici.
Tra i sindaci presenti, infatti, esponenti del centrodestra, come del Pd oppure del Nuovo centro.

“Le spese – hanno puntualizzato – dei Comuni ammontano ad appena il 2 per cento del debito complessivo dello Stato, eppure le varie politiche fiscali ci hanno trasformato in esattori, vedi gli ultimi casi che riguardano la Tares e l’Imu”.

Da settimane ormai i sindaci sono nell’occhio del ciclone proprio a causa delle cartelle di pagamento che stanno arrivando nelle case dei contribuenti. I Palazzi di città sono assediati dai commercianti che in alcuni casi vengono vessati anche un 700% in più di tassazione.

“I cittadini – commenta il sindaco di Sava, Dario Iaia – devono capire, però, che i sindaci non  hanno colpe. Non vogliamo certamente mandare in crisi nessuno. Siamo al loro fianco e non vogliamo più mandare cartelle esattoriali che rischiano di mandare sul lastrico le famiglie. E’ per questa ragione che stamattina siamo qui a dimostrare che anche noi siamo dalla parte di chi paga le tasse. Di chi oggi si sente vessato da una pressione fiscale senza precedenti”.

Insieme all’Anci i sindaci ionici sono  pronti a mobilitarsi anche per cacciare via le strumentalizzazioni.

“Ben vengano – commenta il sindaco di Fragagnano, Lino Andrisano – queste iniziative condivise da tutti, al di là dell’appartenenza di partito. Qui si tratta della nostra dignità e della vita dei nostri cittadini che, giorno dopo giorno, non riescono più ad andare avanti. A questo si aggiunge una strumentalizzazione oppositiva, destinata solo ad alzare la fiamma della disperazione da parte dei contribuenti, aumentando ancora di più le preoccupazioni e i contrasti. Noi chiamati in prima linea a rappresentare le nostre comunità, siamo pronti a difendere i cittadini, manifestando con robustezza alle decisioni di questo Governo”.