x

x

Chiazze rosse in mare, Di Lena accusa l’Arpa: “Esiti senza prelievi”

PULSANO – “In riferimento a quanto evidenziato con nota trasmessa si fa presente che dalla documentazione fotografica il fenomeno è analogo a quello verificatosi in località costiera Lama, oggetto di esame da parte dell’Agenzia per il cui approfondimento si rimanda alla relazione redatta dalla direzione scientifica. Non si ritengono pertanto necessari ulteriori campionamenti presso le acque marina di località Le Canne”.

Scrive così l’Arpa al Settore Urbanistico del Comune il 13 gennaio scorso in risposta alla richiesta di intervento per la presenza di chiazze rosse nella acque antistanti la costa.

Il fenomeno risale ai primi di gennaio. Era il giorno dopo l’Epifania quando il consigliere indipendente, nonché vice presidente della commissione ambiente del Comune, Angelo Di Lena aveva segnalato la presenza delle chiazze rosse nella baia Villa Verde, nei pressi della scogliera del Girasole. E’ seguito un sopralluogo dei vigili urbani che ha accertato la presenza di quel fenomeno documentata da fotografie di cui parla anche l’Arpa e che gli uffici comunali hanno inoltrato all’agenzia regionale.

Lo stesso fenomeno si era rilevato anche in località Le Canne e per il quale anche l’architetto Netti del settore Urbanistica ha chiesto all’Arpa “di eseguire opportune analisi” finalizzate a capire se il fenomeno potesse provocare danni alla salute pubblica.

Dall’Arpa la risposta è stata chiara: nulla di cui preoccuparsi perché la stessa situazione si è verificata anche a Lama. Si tratterebbe infatti di un fenomeno provocato da alghe non nocive per l’uomo.

Ma se a Lama sono stati eseguiti prelievi per verificare la natura di quelle chiazze, a Pulsano la questione non ha visto sul posto i tecnici dell’Arpa. Almeno questo è quanto denuncia il consigliere Di Lena che mette sott’accusa il dipartimento di prevenzione: “E’ assurdo – ci dice – che non siano stati eseguiti prelievi, ma che ci si sia basati solo ed esclusivamente su immagini fotografiche. L’amministrazione comunale dovrebbe intervenire”.