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“Il nostro territorio è contaminato e tutto tace”

LIZZANO – “La nostra città potrebbe essere un paese meraviglioso e fondare il suo sviluppo sul turismo, sull’agricoltura, sull’artigianato; ciò non avviene perchè le nostre risorse sono ormai un problema: il nostro mare è inquinato, la nostra aria maleodorante, la nostra terra contaminata, la nostra gente depressa e sfiduciata. E’ evidente che il nostro paese debba cambiare verso ma non ci riuscirà mai se delegherà ancora il suo futuro a persone come il sindaco di Lizzano che su questioni come il sequestro della discarica Vergine e del depuratore o ha taciuto o si è espresso con il “tutto a posto” di un’ordinanza che ormai è diventato un rito consolidato”.

Il consigliere del Pd, Antonio Lecce torna a bomba sui due casi che hanno scosso la comunità lizzanese. Prima il sequestro della discarica da cui deriverebbero i cattivi odori e poi del depuratore reo di aver sversato in mare i liquami mal depurati. Ora la notizia del sequestro degli atti che riguardano le due ordinanze sindacali con cui il sindaco ha autorizzato nelle estati del 2012 e 2013 lo scarico in falda dei reflui.

Fatti che aprono il divario tra maggioranza ed opposizione. Il Pd ha più volte sollecitato una discussione in consiglio comunale su questi argomenti. “Non sono mai stati convocati” fa notare Lecce che fa sapere inoltre di aver già interpellato la Regione, attraverso il consigliere Pentassuglia e l’assessore Nicastro sui temi lizzanesi. “Anche a Bari abbiamo notato un certo silenzio su questi argomenti” insiste bacchettando il suo stesso schieramento politico. “Esiste una discarica che è stata sequestrata – dice – e ritengo che sia doveroso riaprire l’Aia concessa a suo tempo. Invece si fa finta di niente”.

Si fa finta di niente a Bari. Si fa finta di niente a Lizzano.  E tra un silenzio e l’altro il timore è di ritrovarsi a Pasqua con oltre 200 autospurghi in giro per il paese alla ricerca dei reflui da far depurare altrove e di giungere in estate con un mare ancora pieno di chiazze.