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Arpa ed Asl: valori nella norma

MASSAFRA – Per Arpa ed Asl  non c’è nessun allarme diossina nel latte prodotto a Massafra.
Tutti i campionamenti eseguiti finora sul terreno e nell’aria attorno al camino dell’inceneritore non portano, infatti, a dati preoccupanti.
La questione era già stata chiarita, ai primi di aprile, dal sindaco Martino Tamburrano che in una conferenza stampa aveva illustrato gli esiti delle indagini condotte da Asl ed Arpa dopo il ritrovamento, in un allevamento locale, di tracce di diossina nel latte.
Oggi sono direttamente i dirigenti dell’Arpa, Giorgio Assennato e del dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto, Michele Conversano a illustrare i dati.
Dottor Assennato, dopo il ritrovamento della diossina nel latte di una mucca allevata sul territorio di Massafra è scoppiata la paura. Il sindaco ha cercato di tranquillizzare i massafresi fornendo alcuni dei dati che sono emersi dalle indagini da voi condotte, sostenendo che sono nella norma. Ci conferma quest’analisi della situazione?
“Insieme all’Asl abbiamo condotto e continuiamo a farlo, una serie di indagini sul territorio massafrese e nessuno dei dati ci è sembrato preoccupante”.
Sott’accusa è finito l’inceneritore ed è per questa ragione che forse le vostre indagini si sono concentrate nella zona attorno ai camini dell’impianto?
“Sott’accusa non c’è nessuno, anche perchè in un territorio che dista appena tre chilometri dal colosso industriale non possiamo puntare l’indice contro nessuno. Ci siamo semplicemente concentrati nelle aree attorno alla masseria in cui è stata rilevata la contaminazione da diossina”.
Dottor Conversano quali sono i dati emersi dalle indagini?
“Abbiamo eseguito campionamenti sia sul latte che sugli animali, sia in fase di prima lattazione che in fase finale, insomma sia su animali giovani che anziani. Sicuramente ci troviamo davanti ad un fenomeno di non facile comprensione, ma tutti i campionamenti, anche a livello ambientale, hanno dato esito negativo. Negli ultimi esami, su ventiquattro indagini, ventitrè erano molto al di sotto della norma. Anche i campionamenti al camino del termovalorizzatore sono risultati con un valore che dire bassissimo è poco. Erano molto al di sotto del limite di legge. Anche i dati sulle indagini relative al terreno sono risultati molto rassicuranti e anche indagini su altri allevamenti della zona hanno dato esito negativo”.
Quello riscontrato quindi sembra essere un caso singolo?
“Sì, al momento lo è. Una equipe di esperti sta cercando di capire da cosa sia dipeso anche perchè a farne le conseguenze finora è l’allevatore la cui attività è ferma per via del vincolo sanitario a cui è stata sottoposta dopo il ritrovamento della diossina”.
Un fenomeno ispiegabile che però esclude al momento contaminazioni dettate dalla presenza di impianti che sembrano rispettare tutti i parametri di legge.