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Grimaldi: sono stato venduto dai miei alleati

SAN GIORGIO – Scattano da oggi i canonici venti giorni per il ritiro delle dimissioni.

Ieri il sindaco Giorgio Grimaldi (nella foto) ha gettato la spugna. Dopo mesi di scontri e diatribe interne ai gruppi di maggioranza, ha ceduto davanti alle firme che tre consiglieri avrebbero apposto alla mozione di sfiducia proposta dall’opposizione.

“Non posso nascondere la sorpresa e l’intima delusione – dice Grimaldi – da cui sono stato investito quando ho appreso che tre dei miei alleati avevano già sottoscritto una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, vendendomi in cambio di un esiguo bottino politico. Non posso, ancora, non rivelare il mio stupore rispetto ad una condotta di tal fatta, che definire incoerente è un eufemismo atteso che quegli stessi compagni di viaggio sono stati parte attivissima della compagine governativa che hanno inteso sfiduciare, condividendone le preoccupazioni, le fatiche e l’incredulità nel riscontrare il disastro in cui versano le casse comunali, la rilevante mole debitoria accumulata nel corso degli anni e all’organizzazione di alcuni servizi di fondamentale importanza, su tutti il servizio di igiene urbana”.

I tre consiglieri firmatari sarabbero i dissidenti Loprete del Pd, Pisanello dell’Idv e Sinisi dell’Udc che già in occasione del consiglio comunale del 14 marzo scorso fecero leggere un documento di protesta nei confronti del sindaco.

Protesta oggi sfociata nelle dimissioni del primo cittadino che, analizzando i fatti, aggiunge: “Dopo un lungo ed estenuante giro di consultazioni è chiaramente emersa l’oggettiva impossibilità di trovare una sintesi fra le contrapposizioni, anche personali, createsi all’interno della maggioranza di governo da me guidata. Non nascondo la sensazione di stanchezza e di amarezza che ho tratto nel constatare come diatribe di bassissimo cabotaggio politico e spesso pretestuose abbiano preso il sopravvento sulle criticità, enormi, che affliggono la comunità sangiorgese e l’istituzione comunale che la rappresenta e che mi hanno indotto, senza esitazione e fino all’ultimo, a profondere tutte le energie di cui dispongo e ad esperire, purtroppo in maniera vana, ogni tentativo teso a porre fine ad una sciocca scaramuccia, ad una piccola lotta di potere con l’obiettivo, più alto e mai obliterato, di provare a risolvere i problemi dei nostri concittadini”. 

“Insomma – conclude – di fronte a questo non potevo non rassegnare le dimissioni da sindaco, certo di aver fatto tutto il possibile per il bene del mio paese e determinato a non recedere da tale mia decisione se non si creeranno le condizioni per poter governare il territorio dove sono nato e a cui mi avvince un legame viscerale”.