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A Massafra vietato morire per i prossimi sei mesi

Vietato morire per i prossimi sei mesi. Per i trenta proprietri dei loculi della cappella cimiteriale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci il Comune ordina di rinunciare a quei loculi.

Da Palazzo di Città è stata, infatti, notificata un’ordinanza in cui si chiede il rilascio (per sei mesi) al Comune dei loro manufatti. Il provvedimento amministrativo è stato emesso per l’aggravarsi dell’emergenza al cimitero.

Nel documento, inviato anche al Prefetto, si evidenzia che “il loculario comunale esistente nel cimitero non offre più disponibilità di posti”. Inoltre gli amministratori precisano che “la mancanza del servizio di cui trattasi potrebbe provocare nel territorio comunale proteste e situazioni compromissorie dell’ordine pubblico, con interventi urgenti da attuare e con spese considerevoli a carica dell’ente”.

Per questo motivo gli uffici ritengono “urgente, indifferibile ed indispensabile reperire una soluzione alternativa e provvisoria, nelle more della ultimazione dei lavori di realizzazione del cimitero con la procedura del project financing”.

In pratica si rischia un vero allarme sanitario.

Infatti nell’ordinanza si sottolinea che “occorre provvedere con estrema urgenza ad individuare una soluzione provvisoria che risponda alle esigenze della cittadinanza e che salvaguardi gli interessi connessi all’igiene e alla sanità pubblica, per evitare lo scadimento della qualità urbana”.

La situazione era già grave da qualche mese. Da giorni i defunti vengono provvisoriamente collocati nelle cappelle delle congreghe. Per essere tumulati in città o bisogna essere appartenenti alle congreghe oppure bisogna avere acquistato loculi privati. Chi invece preferisce il loculo comunale deve innanzitutto versare la somma di circa 1.500  euro e poi sperare che si sia liberato un posto nelle strutture pubbliche oppure vedere il proprio defunto collocato provvisoriamente nelle cappelle private per poi successivamente essere trasferito nei loculi comunali, quando saranno realizzati.

“Il dramma – commenta il capogruppo del Pd, Vito Miccolis, è che in programma non vi sono a breve progetti per la realizzazione di loculi comunali. Da anni vi è un progetto per l’ampiamento del cimitero, ma non decolla e si vive di emergenza con provvedimenti tampone. Qualche anno fa  il Comune chiese aiuto alle congreghe del Carmine e del Sacramento. Per un periodo i defunti furono allocati nelle cappelle dei confratelli e quando fu realizzata una struttura comunale  furono trasferiti. Ora l’emergenza è ritornata, ma questa volta non si vedono soluzioni nel breve periodo”.

Accorrerebbe sbloccare l’iter dell’ampiamento del cimitero, oppure ampliare qualche cappella comunale con la realizzazione della sopraelevazione, ma occorre adeguare le strutture alle norme antisismiche in vigore.

“In attesa delle decisioni – insiste Miccolis – si assiste ad un immobilismo. Non si comprende perché siamo in piena emergenza quando si conosce perfettamente che nella nostra città servirebbero circa 150 loculi ogni anno e pertanto sarebbe stato facile realizzare una programmazione. Nella commissione dei capigruppo di lunedì chiederò una convocazione urgente del Consiglio per conoscere gli atti amministrativi che gli uffici stanno mettendo in campo per superare i  gravi problemi di ordine pubblico evidenziati nell’ordinanza”.