Aiuti per l’Ucraina anche dalla provincia

Il tempo che stiamo vivendo in questi ultimi giorni, è un qualcosa che nessuno si immaginava avvenisse mai nella propria vita. Almeno nella nostra vecchia Europa, al cui territorio e popolo apparteniamo. Ma tant’è. E’ un momento che certamente sta scrivendo, purtroppo in negativo, la Storia quella con la S maiuscola, di quell’area martoriata dell’Ucraina. Una vicenda bellica che, comunque la si voglia valutare, verrà ricordata in futuro dai libri di scuola perchè, come si dice in questi casi importanti, nulla sarà più come prima. Tuttavia, allo stesso tempo, è una quotidianità che stiamo vivendo anche noi tutti qui, in Italia e nel Tarantino, in maniera personale e profonda poiché, anche se sembriamo lontani dai teatri della battaglia in corso, ci sentiamo però colpiti lo stesso nell’animo. Nel ripudiare gli orrori di questa guerra e di tutte le guerre sparse nel mondo e caldeggiare invece la pace tra i popoli tra tutti i popoli, crediamo sia necessario per ognuno di noi singoli poter fare qualcosa.

Abbiamo infatti dalla nostra parte anche noi delle armi a disposizione da utilizzare che, ovviamente, non sono né offensive né difensive, ma sono fatte per aiutare i nostri simili. La prima grande arma di questo tipo, almeno per il fedele religioso, è indubbiamente la preghiera, a cui si accompagnano bene tutte quelle forme di appoggio e aiuti verso chi soffre, in questo caso la guerra. Ma anche chi crede di non credere è comunque investito da quest’ultima solidarietà laica, che viene espressa a sua volta in tanti modi. Come sempre abbiamo fatto dalle pagine di questo giornale per vicende importanti come questa guerra in Ucraina, si è cercato di sapere, nel piccolo dei paesi della cintura orientale, cosa si sta facendo in merito, comunicatoci da alcuni sindaci di questo versante. Il sindaco di Monteiasi Cosimo Ciura, ci ha assicurato che segue personalmente come un po’ tutti e con molta apprensione l’evolversi della vicenda: “ In collaborazione con l’Associazione “Le Querce di Mamre” stiamo cercando di dare accoglienza ai tanti profughi che scappano da quell’inferno e grazie ad alcuni contatti con i religiosi dell’Opera Don Orione, di farli arrivare in Italia. C’è bisogno di accoglienza e chi desidera dare la propria disponibilità può mettersi in contatto con me.”

Anche la sindaca di Monteparano Maristella Carabotto, sempre molto attiva in questa situazione, ha precisato di aver già inviato al Prefetto la comunicazione che il suo paese è disponibile ad accogliere i profughi, mentre la Caritas locale sta raccogliendo beni di prima necessità. Municipalità, parrocchie e Caritas sono sodalizio in essere e uniti anche nella cittadina di Lizzano, dove la sindaca Antonietta D’Oria ci ha comunicato che, tra l’altro, sono in allerta per gli aiuti sia il locale Convento che la stessa parrocchia a San Pasquale. Come dicevamo in tante altre realtà locali sono soprattutto le Caritas cittadine, che poi consegnano tutto alla Caritas diocesana di Taranto, a promuovere e coordinare la raccolta di aiuti per le popolazioni in guerra. A San Giorgio Jonico, ci precisa il sindaco Cosimo Fabbiano, proprio l’altra sera è partito un camion con circa 350 scatoloni pieni di generi di prima necessità e indumenti per adulti e soprattutto per bambini, indirizzati alla Caritas diocesana. Anche la cittadina di Carosino è impegnata nel sostegno a chi fugge dalla guerra.

E’ stato lo stesso sindaco Onofrio Di Cillo insieme al parroco don Filippo Urso, a promuovere una fiaccolata di preghiera contro la guerra e in favore della pace, tenutasi domenica sera sul sagrato della chiesa Madre. Nella stessa occasione insieme alla Caritas parrocchiale interessata alla raccolta di aiuti umanitari per l’Ucraina, il primo cittadino di Carosino ha comunicato di essersi attivato per accogliere qualche persona ucraina espatriata a causa della guerra. E questi di cui vi abbiamo parlato, sono solo alcuni degli esempi di come anche le nostre piccole comunità,sentano in qualche modo la necessità di essere presenti nell’aiutare fattivamente le persone, soprattutto i più piccini, che soffrono a causa di questa guerra.

Floriano Cartanì

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