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Pac, una guida di Coldiretti

“In un contesto di tagli, Coldiretti è riuscita ad orientare le minori risorse premiando chi vive e lavora di agricoltura e all’attività rivolta alla produzione di cibo e alla sostenibilità ambientale.

Per questo è necessaria una corretta definizione della figura di agricoltore attivo per evitare il permanere di insostenibili rendite fondiarie. Un risultato che migliora nettamente la proposta iniziale con una riforma che va verso la sussidiarietà ovvero la possibilità degli Stati membri di applicare misure secondo i propri modelli di sviluppo agricolo.

Finalmente una opportunità straordinaria per premiare chi vive di agricoltura, il lavoro, la qualità, i giovani e il vero Made in Italy”. Così il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, che ha illustrato gli obiettivi del convegno che si terrà oggi, alle ore 18 a Manduria, sul tema “La nuova Pac e il nuovo Piano di Sviluppo Rurale: regole ed opportunità”, presso la sala convegni del Gal Terre del Primitivo, sito in via Omodei, 28.

Il 1° agosto 2014 l’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’Ue, ha comunicato alla Commissione europea le proprie scelte nazionali relative all’applicazione della Pac per il periodo di programmazione 2014-2020 (anche se la nuova Pac sarà effettivamente operativa a partire dal 2015). E’ stata l’ultima tappa di un lungo percorso negoziale iniziato quattro anni fa, quando nel novembre del 2010 fu presentata la prima proposta di riforma della Pac voluta dall’allora commissario all’Agricoltura Dacian Ciolos. “Oltre ai sensibili miglioramenti ottenuti, quali il sostegno per la promozione e lo sviluppo di filiere corte, l’inverdimento a tutela dei vigneti, frutteti ed uliveti italiani, sulla convergenza e per i giovani agricoltori – spiega il direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario – è da valutarsi positivamente l’applicazione per la prima volta su base obbligatoria di un tetto agli aiuti (Capping) per combattere le rendite fondiarie. L’accordo sulla riforma della Politica Agricola (Pac) premierà chi vive e lavora di agricoltura escludendo per la prima volta in una black list i soggetti che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura e soprattutto prevedendo la possibilità per l’Italia di destinare risorse ai soli agricoltori attivi”.

L’obiettivo principale dè quello di rendere più selettivo il sostegno agli agricoltori: sia rispetto alla platea dei beneficiari, d’ora in poi ristretta ai soli “agricoltori attivi”, sia rispetto alle situazioni o ai comportamenti meritevoli di sostegno, attraverso lo “spacchettamento” del vecchio pagamento unico aziendale in un menù di sette diversi possibili pagamenti, tra i quali gli Stati membri hanno scelto quali attivare e per quale ammontare. Un tema importante è la ricognizione preventiva: Agea Coordinamento entro il 15 aprile 2015 pubblicherà l’elenco che consentirà di individuare i potenziali beneficiari all’aiuto per il 2015 e renderà disponibili le potenziali superfici ammissibili ai fini dell’assegnazione e dell’attivazione dei titoli. Le modalità e le procedure per le attività di ricognizione saranno definite da Agea con apposita circolare.

Con le analisi approfondite, adatte agli specialisti e agli addetti ai lavori, è necessario poter disporre anche di strumenti d’informazione operativa per gli agricoltori.

Coldiretti ha predisposto una guida scaricabile dal sito www.ilpunto coldiretti.it/Documents/Brochure %20RiformaPac.pdf  pensata per descrivere la nuova Pac in modo semplice e accessibile a tutti, in modo che ciascuno sia in grado, se non di avere già tutte le risposte, almeno di formulare correttamente le domande da porsi.