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L’ambiente e la letteratura viste attraverso l’arte pittorica

Martina Franca, chiusa a Palazzo Ducale la mostra dell’artista Immacolata Zabatti
Martina Franca, chiusa a Palazzo Ducale la mostra dell’artista Immacolata Zabatti

MARTINA FRANCA – Venerdì 30 settembre chiusura della mostra personale dell’artista Immacolata Zabatti allestita nelle sale storiche del piano nobile di Palazzo Ducale. Era presente l’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca Carlo Dilonardo che ha porto ringraziamenti alla prof.ssa Carmen Galluzzo e all’artista Zabatti confermando la riuscita della mostra pittorica che è stata visitata, nei giorni dell’esposizione, da un folto pubblico come si legge nel libro delle presenze del Comune sistemato all’ingresso delle sale espositive.

Ha coordinato la serata la presidente del Club per l’Unesco di Taranto e dell’Associazione Marco Motolese la prof Carmen Galluzzo Motolese, che ha sottolineato l’importanza dell’Arte letteraria e figurativa entrambe molto curate dall’Unesco e dalla Cinu (Commissione Nazionale Italiana Unesco) e naturalmente dalla Ficlu (Federazione Italiana club Unesco) federazione a cui è legato il club ionico e presieduto a livello nazionale dall’arch. Teresa Gualtieri. La presidente Galluzzo, aveva chiesto all’artista di esporre anche tre opere dedicate a Dante e realizzate nel 2021 per ricordare il sommo poeta in occasione del settecentenario della morte dello stesso. “Nel 1997, a Parigi – ha ribadito la presidente Galluzzo – presso la direzione generale dell’Unesco, fu sancito lo Statuto dell’Artista, il cui obiettivo era quello di valorizzare sempre di più il ruolo dell’artista per uno sviluppo culturale della società, abbiamo voluto sottolineare e ricordare questo statuto poiché crediamo nel valore dell’arte come formazione culturale ed etica dei cittadini. Gli Articoli 1 e 2 dello statuto – ricorda Galluzzo – così recitano: noi artisti, autori, riuniti dal 16 al 20 giugno 1997, dall’Unesco, (…) nell’ambito del Congresso mondiale (…), riaffermiamo, che la creazione artistica costituisce il patrimonio culturale del futuro. (…) Ricordiamo con forza che la facoltà di creare è una capacità particolare, la cui potenza e originalità provengono dall’artista, e che è importante incoraggiare la rivelazione e lo sviluppo del talento di ognuno, come manifestazione di una libertà fondamentale”.

Per il Club per l’Unesco di Taranto è stato fondamentale in questi due anni trascorsi con la pandemia usufruire dei mezzi di comunicazioni che attraverso immagini e musica hanno potuto trasmettere quella speranza per il futuro che l’epidemia stava togliendo. La mostra diventa, quindi, esempio di comunicazione per immagini grazie ai dipinti esposti in Palazzo Ducale, si è parlato di Letteratura e Ambiente in questo caso, con i dipinti della Zabatti. Tre di queste dedicate a Dante, sono state motivo di riflessione, nella serata di chiusura mostra, grazie alle prof.se Franca Poretti presidente dell’Associazione Italiana di Cultura Classica sezione di Taranto e Ida Russo Presidente della Società Filosofica Italiana sezione di Taranto, ma entrambe socie della Società Dante Alighieri. La prof Franca Poretti ha detto tra l’altro «…Uno dei dipinti della Zabatti è ispirato alla dolorosa vicenda di Paolo e Francesca (canto V dell’Inferno), che Dante incontra tra le anime dannate dei lussuriosi nel primo cerchio infernale. Sui due sentimenti che emergono dalla lettura del canto sono l’amore e la pietà, e sulla modernità di Dante che, pur condividendo l’unanime condanna espressa dai suoi contemporanei nei confronti dei due amanti, mostra comprensione per la terribile sorte cui essi andarono incontro per essersi abbandonati alla passione (furono uccisi dal marito di lei Gianciotto, fratello di Paolo), una comprensione che non riguarda soltanto Paolo e Francesca, ma l’umanità intera …».

La prof.ssa Ida Russo invece “…Perché la “selva oscura” continua ancor oggi ad esercitare la sua suggestione su di noi, attraverso il fascino antico della poesia di Dante e attraverso un quadro che la rappresenta? Tutto sommato, la vicenda illustrata nel canto proemiale somiglia più a una favola che alla realtà. Eppure questa strana storia continua ancora ad interessarci perché Dante siamo noi. Il poeta descrive con estremo realismo la propria condizione personale di uomo che si è smarrito nel peccato e nel contempo, la colloca nel simbolismo medievale che raffigura un traviamento morale e spirituale dell’intera umanità. Il viaggio soprannaturale diventa la parabola esemplare della salvezza del singolo e di tutta la cristianità. Per Dante uomo di fede c’è sempre un lieto fine, una speranza di redenzione dal peccato. Ma con quali speranze l’uomo contemporaneo vive la crisi morale e spirituale? Crede ancora nel peccato? Oggi il senso del peccato si è molto affievolito, ma l’indebolimento del senso religioso non ci ha guariti dalla paura e dall’angoscia che il pellegrino Dante vive nella selva. Nel quadro ispirato al primo canto c’è poi un particolare che ci colpisce: non viene rappresentata la selva ma solo un albero dal tronco scuro e maestoso. L’albero è una figura ricorrente nell’opera della pittrice, fa pensare a una natura lussureggiante ma ferita, ci rimanda alla fragilità e alla cura dell’ambiente. E fa pensare ad un tipo di peccato che ai tempi di D. sarebbe stato inimmaginabile, il peccato ecologico. L’amore per la natura e il rispetto della bellezza e dell’armonia del creato possono diventare la nostra happy end…”

Il coinvolgimento del pubblico è stato importante poiché ha trasformato l’ascolto delle due relazioni in un vero dialogo con i presenti, con una visione quasi di salotto artistico letterario. Come già accennato dalla prof Poretti e in particolare dalla prof. Russo, oltre le tre opere che hanno dato la possibilità al Club per l’Unesco di Taranto di parlare del sommo Poeta, alcune opere hanno trattato la tematica dei cambiamenti climatici e dei problemi ambientali che affliggono il Pianeta, tutti temi cari alla Cinu(Commissione Italiana Nazionale Unesco) e alla Ficlu. La Galluzzo infatti, nella serata di chiusura mostra, ha sottolineato come il nostro pianeta presenta situazioni di inquinamento e di problemi ambientali determinati spesso da tutti noi, abitanti della terra. Questa la riflessione della Presidente del Club ionico: “…le opere con tema ambiente mi portano a pensare alla Land Art che rappresenta l’espressione della presa di coscienza della questione ambientale da parte del mondo dell’arte. La Land Art infatti è una riflessione che l’artista fa sul rapporto dell’uomo con l’ambiente.

Stiamo assumendo sempre più, attraverso la cultura una maggiore responsabilità sociale, campi creativi come la pittura, l’architettura, la scultura e tutte le altre forme d’arte hanno il compito di sensibilizzare le comunità e plasmare le coscienze. Tutti siamo collegati al pianeta, nel bene e nel male, ed è proprio dalle nostre decisioni quotidiane che possiamo iniziare a cambiare le nostre abitudini di consumo e il nostro stile di vita. Il binomio arte e ambiente può essere un’ottima guida da seguire. In occasione dell’Earth Day del 2020, il sistema dell’arte newyorkese ha dato alla luce un comitato volto alla salvaguardia dell’ambiente a partire dalle istituzioni culturali. L’arte contemporanea tutela l’ambiente, sensibilizzando su problematiche più che mai collettive e di grande rilevanza. Sono tantissimi gli artisti, che si tratti di fotografi, scultori o urban artist, che hanno deciso di prendersi cura della natura, realizzando opere che veicolano messaggi impossibili da ignorare.