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«Vertenza Albini, prorogata la cassa fino al 2023 ma non basta»

Il commento di Guerriero e Pallini della Uil
Amedeo Guerriero

MOTTOLA – La vertenza dei lavoratori del sito Tessitura Albini sembra schiarirsi dopo due anni di intense trattative e tavoli regionali. Il rischio era quello di mandare a casa dopo il 22 dicembre 2022 circa 109 dipendenti per scadenza della cigs con la conseguente apertura della naspi, ovvero della cosiddetta “disoccupazione”.

“L’accordo è importante per queste 109 famiglie – commenta il segretario di Taranto della Uil Tec, Amedeo Guerriero – che da mesi ormai vivono nell’incertezze e nel terrore del domani. Con l’azienda abbiamo chiuso, nella giornata di ieri in Regione Puglia, una proroga di un ulteriore anno di cassa integrazione che scadrà il 22 dicembre 2023, grazie al patto di transizione occupazionale. Il management dell’azienda però ha posto una condizione: firmare un accordo collettivo sui licenziamenti. Questo significa che a fine dicembre 2023, se l’azienda non verrà rilevata da un altro soggetto economico, per i lavoratori di Albini si aprirà la naspi”. Un accordo positivo secondo Guerriero questo siglato in Regione Puglia, alla presenza anche della task force regionale per l’occupazione “perché permette al gruppo al gruppo Vertus, azienda di scouting, di trovare, in questo anno ulteriore di cigs, un nuovo soggetto economico per garantire la prosecuzione lavorativa degli operai, ormai all’estremo delle forze psicologiche”.

Ma l’incontro con gruppo Albini di certo non finisce con l’accordo fatto ieri: “Tra 30 giorni ci ritroveremo ancora una volta attorno al tavolo delle trattative perché la proprietà ha espresso la volontà di mettere in vendita i macchinari per pagare la cigs fino al 2023, cassa che si stima intorno ai 250.000 euro. Noi, tra le altre cose chiederemo di avviare il cosiddetto esodo incentivato per quei lavoratori che volontariamente vorranno recedere il rapporto lavorativo con l’azienda”. Sulla vicenda interviene anche il coordinatore della Uil di Taranto Pietro Pallini: “Bene il lavoro che abbiamo svolto fini ad ora, questo è un buon risultato per tutti ma non basta. C’è bisogno che il tavolo della vertenza sia sempre aperto per questa realtà affinché ci siano deroghe per salvaguardare la parte debole, quella dei lavoratori. Bisogna dare risposte concrete e noi di Uil non arretreremo di un passo. Bisogna subito trovare un nuovo soggetto economico che prenda il posto di Albini. Soprattutto, incalzare il nuovo Governo per l’adozione di strumenti straordinari che deroghino gli attuali ammortizzatori sociali, del tutto poco funzionali a fronteggiare crisi e tempesta occupazionale che si sta abbattendo. Come nel caso dell’Albini, anche per arginare gli effetti devastanti delle delocalizzazioni aziendali, soprattutto al Mezzogiorno.”