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Madonna dell’Uragano, a Carosino è stato ricordato il miracolo

Nella Messa Vespertina del 26 novembre
La chiesa di Carosino

CAROSINO – Nella Messa Vespertina del 26 novembre ricordato il miracolo della cosiddetta Madonna dell’Uragano Non c’è nel mondo cristiano un paese, una città, un villaggio, che non abbia un tempio o una cappella dedicata alla Madonna nelle sue innumerevoli denominazioni relative a grazie ricevute. E Carosino non è da meno.

Anzi. Nella cittadina jonica mariana per eccellenza, sopravvive ancora una antichissima devozione celebrata proprio in questo periodo dell’anno e che vede proprio la Vergine Maria al centro della venerazione: la cosiddetta “Madonna dell’Uragano”. Tale ricorrenza, come si diceva ricordata ancora oggi, permea i cuori degli abitanti di questa cittadina alle porte di Taranto, rifacendosi a un intervento miracoloso della Madre celeste, che avrebbe protetto i cittadini del piccolo centro durante il terribile uragano del 26 novembre 1864. Una forza della natura che sconquassò letteralmente l’intera area locale, distruggendo oltre due terzi dell’allora abitato carosinese, mentre restò seriamente compromessa la stabilità della parte rimanente. L’unico conforto per la popolazione di quel momento, formata essenzialmente da classi meno abbienti per le quali quell’unica casetta era il sacrificio di un’intera esistenza, fu affidarsi completamente alla Madonna la quale, a loro dire, col Suo intervento taumaturgico, ridusse al minimo il numero delle vittime (un uomo e una bambina).

Ma la venerazione sulla presenza miracolosa in quel giorno della Vergine Maria, che da allora fu chiamata familiarmente “dell’Uragano”, si è fatta alla fine sopravvivenza storica di una comunità, sottolineata persino da un componimento in vernacolo dal titolo “L’Urracanu a Carusinu”. Il testo, in tipico volgare arcaico di sconosciuta datazione e redazione, è stato nei nostri giorni musicalmente arricchito da Salvatore Conte il quale, oltre ad averlo custodito negli anni, gli ha donato anche un’anima melodica molto intensa. Caratteristica meteorologica di questo periodo e di questa giornata in particolare è quasi sempre stato il maltempo, proprio come la scorsa settimana e quasi come se, in qualche modo, anche la natura volesse commemorare quell’evento miracoloso di oltre 150 anni fa. I carosinesi perciò, esattamente il giorno in cui avvenne il disastro del 26 novembre, hanno ricordato lo scampato pericolo attraverso un’apposita e semplice cerimonia religiosa, nel corso della Messa Vespertina presso la Chiesa Madre di Carosino. Ancora una volta, sabato scorso, sono risuonate testo e musica de “L’Urracanu a Carusinu”, cantato nella chiesa Santa Maria delle Grazie di Carosino, da Salvatore Conte alla presenza di mons. Angelo Massafra (arcivescovo metropolita di Scutari-Pultddi) e di don Filippo Urso (parroco di Carosino)