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Disarica Vergine, Attiva Lizzano scrive al presidente della Provincia

L’associazione auspica un chiarimento sulla questione e chiede un incontro a Melucci
La discarica Vergine

LIZZANO – “C’è un silenzio assordante da parte degli Istituzioni sulla ormai tristemente famosa discarica, la cosiddetta Vergine, nell’isola amministrativa del Comune di Taranto, a due passi da Lizzano, ma c’è anche tanta puzza. Eppure la discarica (teoricamente) è chiusa, anche se, giorno dopo giorno, si moltiplicano le molestie olfattive che l’Arpa Puglia registra, tanto che “a seguito di numerose segnalazioni telefoniche di molestie olfattive giunte”, “si sono rese necessarie delle verifiche in situ”. Così in una lettera aperta al presidente della Provincia Rinaldo Melucci, il presidente di Attiva Lizzano, Giovanni Gentile.

“Così scrive l’Arpa da ultimo con la lettera del 29.12.2022 indirizzata a Legambiente Fragagnano. Le verifiche l’Arpa le ha già fatte e così scopriamo che guardando la figura 10 dell’allegato fotografico al verbale di sopralluogo n. 650/ST/22 dell’8 novembre 2022 della stessa Arpa, è deltutto evidente la presenza di un accumulo di liquidi di un colore rosso-bruno in quantità enorme che era stato già oggetto di rimozione del percolato, ma attualmente è ricomparso- sottolinea Gentile-inoltre, dallo stesso verbale di sopralluogo emerge che c’è una “attività di spostamento ericollocazione rifiuti” della vasca B e di “stendimento di materiale inerte” nella “vasca A”. Non solo. I tecnici dell’Arpa hanno constatato che durante il sopralluogo “non vi era la presenza di alcun sistema di nebulizzazione di prodotti in grado di neutralizzare i composti odorigeni” nella “vasca A” e infatti “hanno riscontrato la presenza di odore acre presumibilmente riconducibile alle attività in corso.”

Quindi i cittadini avevano proprio ragione quando, in tantissimi, hanno inviato segnalazioni telefoniche: la puzza c’è e c’è proprio a causa dell’attività in corso che avviene persino senza “alcun sistema di nebulizzazione” dei composti odorigeni. Tutto questo può significare solo una cosa: la riapertura della discarica. E anche in dispregio alla salute dei cittadini che ancora una volta sono costretti a subire la puzza durante la giornata (non solo durante il sopralluogo), mentre le Istituzioni tacciono. Se esiste un’istanza per la riattivazione della ex discarica Vergine lo abbiamo chiesto direttamentealla Provincia di Taranto con una Pec del 9 gennaio scorso, ma, ad oggi, purtroppo non abbiamoricevuto risposta e con noi i cittadini che subiscono sia le molestie olfattive che il deturpamento dell’ambiente- prosegue il presidente di Attiva Lizzano-chiediamo un intervento degli organi preposti della Provincia di Taranto e in particolare delPresidente, nonché sindaco di Taranto, a cui va riconosciuto l’impegno profuso per il rispetto dellprescrizioni ambientali per l’ex Ilva e che, proprio per questo, ci auguriamo abbia altrettantasensibilità per affrontare il problema della ex discarica Vergine, la quale, è bene ricordarlo, è sempre un’isola amministrativa del Comune di Taranto. La Giustizia penale sta facendo il suo corso sia per ex Ilva che per l’ex discarica Vergine, ma nel frattempo auspichiamo un chiarimento sulla questione e Attiva Lizzano è disponibile ad incontrare il Presidente della Provincia in qualsiasi momento, certi che il diritto alla Salute e all’Ambiente stia a cuore ai cittadini come al dott. Rinaldo Melucci”.